Come lavoriamo

Il metodo, e perché a volte un pezzo non esce

Un contenuto che gira su politica e numeri può fare danni in due modi: sbagliando una cifra o attribuendo a qualcuno una frase che non ha detto. Questa pagina spiega come proviamo a evitarlo.

Il canale nasce con una promessa semplice: nessun partito, nessuno escluso, solo i fatti. Non significa non avere opinioni — le abbiamo, e sono firmate. Significa che l'opinione arriva dopo il dato, non al posto del dato, e che il lettore deve poter risalire a ogni numero da solo, senza fidarsi di noi.

Le quattro regole non negoziabili

1. Fonte primaria, non riassunto

Su una legge si legge il testo, o il dossier dei servizi studi di Camera e Senato. Mai soltanto l'articolo di giornale che la riassume. Su un dato si apre il documento dell'ente che lo produce: cruscotto ministeriale, informe, delibera, bilancio, sentenza. La rassegna stampa serve a trovare la notizia, non a certificarla.

2. Doppia verifica sui numeri di copertina

Un numero che finisce in copertina regge solo con due fonti concordanti, di cui possibilmente una della parte politicamente avversa a chi quel numero avvantaggia. Se l'opposizione e noi citiamo lo stesso numero, non è una conferma: è la stessa fonte ripetuta due volte. E quando un dato è dichiarato provvisorio dall'ente che lo pubblica, lo diciamo.

3. Fatto e lettura separati

Quello che sta in un documento è un fatto e viene scritto come fatto, con nome dell'atto e data. Quello che è una nostra interpretazione viene dichiarato come interpretazione. Le previsioni sono opinioni, anche quando le fa un istituto: se un numero riguarda il futuro, è una stima, e viene scritta come stima con la sua forchetta.

4. Avvocato del diavolo prima di pubblicare

Prima di mettere online un calcolo nostro, lo si prova a smontare per iscritto, passando in rassegna ogni meccanismo della norma o del dato. Se la critica regge, il pezzo non esce così. È già successo: dopo una correzione pubblica su un carosello, questa regola è diventata obbligatoria.

Le cose che non pubblichiamo

  • Citazioni non rintracciabili. Se una frase tra virgolette non si trova in un atto, in un comunicato o in una testata, non va tra virgolette. E spesso non va affatto.
  • Accuse penali sfumate. Indagato, imputato, condannato in primo grado e condannato in via definitiva sono quattro cose diverse. Chi non è indagato viene detto esplicitamente non indagato. Un procedimento pendente viene detto pendente.
  • Numeri senza il loro perimetro. Una percentuale senza la finestra temporale e senza il criterio di conteggio è un numero che serve a fare effetto, non a informare.
  • Un dato che non esiste. Se una cifra che servirebbe al ragionamento non è disponibile, si scrive che non è disponibile. Non si stima al posto dell'ente che dovrebbe pubblicarla.

Correzioni

Gli errori capitano. Quando capitano, la correzione viene messa nella pagina dell'articolo, con la data, e non viene nascosta riscrivendo il testo in silenzio. Se trovi un errore, scrivici: indica l'articolo, la frase e la fonte che la smentisce.

Chi scrive

Biggy la Volpe è un progetto editoriale indipendente curato da Anthonj Di Piro. Non ha finanziamenti da partiti, liste o fondazioni politiche. Le eventuali collaborazioni commerciali vengono dichiarate nel contenuto in cui compaiono e non riguardano i contenuti politici.

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