Inchieste · Dati

Gli sbarchi: i numeri veri

«Hanno fermato gli sbarchi.» «È un'invasione senza precedenti.» Le abbiamo sentite entrambe, quindi siamo andati a prendere i numeri ufficiali. Nessuna delle due regge.

Il dibattito italiano sull'immigrazione si regge su due frasi che si escludono a vicenda e che vengono ripetute nello stesso telegiornale. Da una parte chi rivendica di aver fermato le partenze, dall'altra chi denuncia un'invasione in corso. Il punto è che entrambe le affermazioni sono verificabili, perché i numeri esistono, sono pubblici e vengono aggiornati praticamente ogni giorno: il cruscotto statistico del Ministero dell'Interno per l'Italia, gli informes quincenales del Ministerio del Interior per la Spagna. Li abbiamo letti.

Il record è del 2023

La prima cosa che salta all'occhio è la più scomoda per chi è al governo: l'anno con più sbarchi dell'ultimo decennio è il 2023, con 157.651 persone arrivate via mare. Non il 2016 delle grandi operazioni nel Mediterraneo centrale, non il 2022. Il 2023: il primo anno pieno di un governo che in campagna elettorale aveva promesso il blocco navale.

Persone sbarcate in Italia, serie storica del Ministero dell'Interno
AnnoSbarchiGoverno in carica (gran parte dell'anno)
201911.471Conte I / Conte II
202034.154Conte II
202167.477Draghi
2022105.131Draghi / Meloni
2023157.651Meloni
202466.617Meloni
202566.316Meloni

Perché in giro si leggono numeri diversi

Il cruscotto del Viminale pubblica ogni giorno una fotografia provvisoria, dichiarata «suscettibile di successivo consolidamento». Al 31 dicembre 2024 il dato dell'anno era 66.317; consolidato, è diventato 66.617. Stesso meccanismo per il 2025: 66.296 a fine anno, 66.316 dopo il consolidamento. In questo articolo usiamo la serie consolidata pubblicata nel cruscotto del 18 settembre 2026. Chi cita i dati di fine anno non sta sbagliando: sta citando una fotografia precedente.

Il «dimezzamento» è vero. E riporta ai numeri di Draghi

Dal 2023 al 2024 gli sbarchi si sono più che dimezzati: da 157.651 a 66.617, meno 58 per cento. Il calo è reale e viene rivendicato, legittimamente, come risultato politico. Il dettaglio che resta fuori dai comizi è dove ci ha riportati quel dimezzamento: a 66.617 nel 2024 e 66.316 nel 2025, cioè praticamente ai 67.477 del 2021, l'anno del governo Draghi. Senza blocchi navali allora, e senza blocchi navali oggi.

Il 2026 è un'altra storia, e va detto perché è il dato più favorevole al governo: al 18 settembre le persone sbarcate erano 21.649, contro 49.229 alla stessa data del 2025. Meno 56 per cento. Se il ritmo tiene fino a dicembre, il 2026 sarà l'anno con meno sbarchi dal 2019.

Sbarchi al 18 settembre, confronto fra i tre anni
AnnoAl 18 settembreVariazione sul 2026
202444.957−51,8%
202549.229−56,0%
202621.649

Quindi: chi parla di invasione in corso nel 2026 sta descrivendo un anno che, coi dati ufficiali alla mano, è il più basso da sette anni. Non è un'opinione, è il cruscotto del ministero guidato dalla sua stessa maggioranza.

Il confronto con la Spagna

Per capire l'ordine di grandezza conviene guardare l'altro grande punto di ingresso europeo dal Sud. La Spagna registra separatamente gli arrivi via mare e gli ingressi via terra a Ceuta e Melilla, le due enclave sul territorio marocchino. Sommando solo la via marittima, nei tre anni 2023, 2024 e 2025 la Spagna ha registrato 149.915 arrivi. L'Italia, nel solo 2023, ne ha registrati 157.651.

Spagna, immigrazione irregolare: totale e sola via marittima
AnnoTotaleSolo via mare
202356.85255.618
202464.01961.372
202536.77532.925
Totale 2023-2025157.646149.915

Un confronto che va fatto con onestà

Sommando i totali spagnoli dei tre anni si arriva a 157.646, cioè cinque persone meno del solo 2023 italiano: un pareggio, non un sorpasso, e su numeri dichiarati provvisori da entrambi i ministeri una singola revisione lo ribalta. Per questo il confronto che usiamo è quello omogeneo, sola via marittima contro sola via marittima: 157.651 contro 149.915, un margine del 5 per cento che regge anche a un consolidamento.

I flussi non si fermano: si spostano

È qui che il dibattito italiano diventa provinciale. Guardare solo i numeri di Lampedusa fa perdere la cosa più interessante: quando una rotta si chiude, il traffico non evapora, cambia strada. E lo si vede nei dati spagnoli del 2026 meglio che altrove.

Spagna, arrivi al 15 settembre: 2026 contro 2025
Rotta20252026Variazione
Canarie12.4535.592−55,1%
Baleari5.4835.627+2,6%
Penisola5.6305.964+5,9%
Ceuta e Melilla (via terra)2.6304.700+78,7%
Totale26.22521.906−16,5%

Il totale spagnolo scende, ma dentro quel totale la rotta atlantica delle Canarie crolla di oltre la metà mentre gli ingressi via terra a Ceuta e Melilla aumentano di quasi l'ottanta per cento. Nei primi cinque mesi del 2026 l'aumento delle due enclave era arrivato a più 210 per cento sullo stesso periodo del 2025 (2.366 ingressi contro 762): un dato spesso citato senza la sua finestra temporale, il che lo rende fuorviante, perché sul semestre l'aumento si attesta intorno al 155 per cento e sui nove mesi al 79.

Nel 2025 la stessa dinamica era già visibile: Ceuta e Melilla a più 45 per cento (3.850 ingressi contro 2.647), con Melilla da sola a più 181 per cento, mentre il totale nazionale spagnolo calava del 43.

I cali arrivano dopo gli accordi. E durano quanto gli accordi

L'ultimo pezzo del quadro è il più politico, e riguarda il perché dei cali. Le due discontinuità più nette degli ultimi tre anni arrivano subito dopo due intese con i Paesi di partenza.

  • Il 16 luglio 2023 l'Unione europea firma con la Tunisia un memorandum d'intesa su un «partenariato strategico e globale», con un pilastro dedicato a migrazione e mobilità. È l'anno del record italiano, e il crollo arriva l'anno successivo.
  • Il 29 agosto 2024, durante il viaggio del presidente Sánchez in Africa occidentale, la Spagna firma tre intese su migrazione circolare con Mauritania, Gambia e Senegal: selezione dei lavoratori nei Paesi d'origine, permessi fino a quattro anni con un massimo di nove mesi di lavoro annuo. La rotta delle Canarie, alimentata proprio da quelle coste, nel 2026 si dimezza.

Da qui la tesi, che è una lettura nostra e non un dato: questi accordi funzionano, ma sono affitti, non soluzioni. Si paga — in denaro, in cooperazione, in silenzio su come i partner trattano chi parte — e finché si paga i numeri scendono. Quando l'intesa si logora, o quando il Paese partner decide di usare i flussi come leva negoziale, i numeri tornano. E nel frattempo il traffico si sposta duecento chilometri più a ovest, dove nessuno sta guardando.

Il punto

Nessuno ha fermato gli sbarchi: li ha comprati per qualche anno, e il record resta intestato a chi aveva promesso di fermarli. E nessuno sta subendo un'invasione: il 2026, coi dati del ministero, è l'anno più basso dal 2019. Le due frasi che aprono questo articolo servono a mobilitare elettorati diversi, non a descrivere la realtà. I documenti sono tutti qui sotto, apribili da chiunque.

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Fonti

  1. Ministero dell'Interno, Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione, Cruscotto statistico giornaliero, 18 settembre 2026 — serie storica 2014-2025 e dato 2026 al 18 settembre. PDF · indice sempre aggiornato
  2. Ministero dell'Interno, Cruscotto statistico giornaliero, 31 dicembre 2024 — dato di fine anno 2024 pre-consolidamento (66.317). PDF
  3. Ministero dell'Interno, Cruscotto statistico giornaliero, 31 dicembre 2025 — dato di fine anno 2025 (66.296). PDF
  4. ANSA, Viminale, gli sbarchi nel 2025 sono calati dello 0,48%, 31 dicembre 2025. Articolo
  5. Ministerio del Interior, Informe quincenal sobre inmigración irregular, datos acumulados 1 enero - 31 diciembre 2023. PDF
  6. Ministerio del Interior, Informe quincenal, datos acumulados 1 enero - 31 diciembre 2025 — dati 2025 e confronto 2024. PDF
  7. Ministerio del Interior, Informe quincenal, datos acumulados 1 enero - 31 mayo 2026 — fonte del più 210% di Ceuta e Melilla. PDF
  8. Ministerio del Interior, Informe quincenal, datos acumulados 1 enero - 15 septiembre 2026 — dati per rotta. PDF · indice
  9. Departamento de Seguridad Nacional, Flujos migratorios irregulares, 3 gennaio 2026 — dettaglio Ceuta e Melilla 2025. Scheda
  10. Commissione europea, Memorandum of Understanding on a strategic and global partnership between the European Union and Tunisia, IP/23/3887, 16 luglio 2023. Comunicato
  11. La Moncloa, El Gobierno firma acuerdos con Mauritania, Gambia y Senegal para reforzar vías seguras y regulares de migración, 29 agosto 2024. Nota ufficiale

Le percentuali di variazione sono calcolate da noi sui valori assoluti pubblicati dai due ministeri. Dove le fonti riportano percentuali diverse, prevalgono i valori assoluti.